Nata in dicembre

Il Bar Centrale di Viadana: un cult dagli anni Settanta ad oggi. Entro fine anno la riapertura tra tradizione e novità!

L’iconico carré del Bar Centrale! (foto Benedetta Boni)

Chi lo ha assaggiato almeno una volta sa di cosa parlo: il carré del Bar Centrale è una icona senza tempo. Spuntino o cena, aperitivo o merenda, il mitico panino farcito a tre strati ha conquistato negli anni viadanesi e no.

Preparato con cura e pazienza da Vittorio (aggiungere il cognome Zarotti in questo caso penalizzerebbe l’aria di casa che si respira addentandolo), il carré nasconde un segreto che secondo molti lo rende unico e inimitabile: la salsa!

Della ricetta non si trova traccia scritta e il suo attuale custode non mi ha concesso nemmeno un dettaglio. «Io ce l’ho nella testa, me l’ha tramandata Mori (Fernando, l’ex gestore, ndr) e non l’ho svelata neanche alla mia famiglia. Quando la preparo sto in cucina da solo».

Da quando nel febbraio del 2017 le saracinesche si sono abbassate sullo storico locale, del carré si deve fare a meno. I bar della zona ci hanno provato, ma la ricetta non è in vendita: «Io non la passo perché è qualcosa di personale e intimo».

Così come resta segreta la formula dell’aperitivo “Il Centrale”, che prende il nome del bar e addirittura risale ad Adelmo Freddi, il primo a condurre l’attività. «Alcuni autisti che venivano dalla Germania per caricare e scaricare merci nelle fabbriche della zona ne ordinavano alcune bottiglie da portare via».

Zarotti, classe 1945, fin da ragazzo lavora in un magazzino, ma il sabato e la domenica si dà da fare come barista nei locali da ballo di Viadana, prima al Verdi poi al Pipistrello. È nel 1975 che, con altri due soci, si mette alla guida del bar che si affaccia su Piazza Manzoni e che nasce alla metà degli anni Cinquanta con l’edificio che da sempre lo ospita. Nel 1982 resta l’unico gestore del locale, lo affianca l’inseparabile moglie Maurizia.

Nel fine settimana si sfornavano pizze, d’estate gelati e granite venivano serviti all’aperto su tavolini ornati da gerani colorati, tartine e drink completavano l’offerta. «Il locale era sulla cresta dell’onda – ricorda Vittorio – era un raduno per tutti: nella sala principale si guardavano le partite di calcio in tv e fino a notte si giocava a carte. I clienti non andavano mai a letto e le ore di lavoro nemmeno le contavo».

Zarotti ricorda con un sorriso la sua vita prima della pensione e ammette: «Qualche ora al bancone la farei ancora! Sono sempre stato amico di tutti e quando i proprietari delle altre attività commerciali mi chiedevano un favore non mi sono mai negato. Il mio carattere tranquillo mi ha aiutato ad avere buoni rapporti con tutti: nel mio locale mai una rissa».

Oggi il Bar Centrale, dopo oltre due anni di inattività, trova nuova vita grazie ad un progetto “allargato” che, accanto alla riapertura, guarda con ottimismo alla riattivazione della pizza cittadina. L’obiettivo è quello di riportare questo spazio al centro delle abitudini della popolazione (un tempo in strada ci si radunava per chiacchierare, cioè si faceva quello che in dialetto mantovano tutti conoscono come filòsndr), anche grazie a mirate azioni di urbanizzazione da concordare con l’amministrazione comunale.

«Tornare a essere il bar del paese, un bar con cucina per la precisione»: è questo l’intento della nuova proprietà, che racconta anche della volontà di offrire un menù che si allontana dalle pietanze della tradizione per concentrarsi su un’offerta più moderna di piatti che strizzano l’occhio al bio e ai trend dell’alimentazione equilibrata. Non ci sarà spazio quindi per tortelli, salame e cappelletti in brodo, ma di certo non mancherà la pizza, da sempre considerata il prodotto per tutti!

Nel progetto di riqualificazione dei circa 200 metri quadrati dell’area, completamente risanata, troveranno spazio alcuni elementi d’arredo identificativi del vecchio locale, che dialogheranno con il nuovo e moderno layout. Aperto inizialmente dalla tarda mattina fino a sera per offrire pranzi, cocktail e cene, bisognerà attendere il mese di dicembre per accedere al nuovo bar: «ci piacerebbe inaugurare prima di Natale» confida l’attuale proprietario.

La tradizione resta anche nella denominazione: “Il Centrale” conserva il suo nome di battesimo e conferma di voler essere il «bar per tutti». Non resta che attendere con curiosità la nuova apertura per sbirciare l’inedita carta: «Tra le novità potrebbe comunque resistere qualche prodotto della passata gestione».

Resta una certezza: a Natale la città si arricchirà di una nuova proposta, con carré o no!

ARTICOLO DI BENEDETTA BONI © RIPRODUZIONE RISERVATA

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